Pleiku e Kon Tum: gli altipiani centrali del Vietnam

Pleiku e Kon Tum, gli altipiani centrali del Vietnam: lago Bien Ho, chiesa di legno, villaggi Bahnar e Jarai, tombe scolpite e consigli di viaggio.

Pubblicato il · La Redazione di Vacanze in Vietnam

C’è un Vietnam che non trovi sulle cartoline: niente baie, niente spiagge, ma pianori rossastri a 800 metri di quota, piantagioni di caffè fino all’orizzonte e villaggi dove l’edificio più alto è una Nhà Rông, la grande casa comune su palafitte. Sono gli altipiani centrali del Vietnam, e il punto di partenza per scoprirli sono Pleiku e Kon Tum, le due città più importanti di una regione che i vietnamiti chiamano Tay Nguyen (Tây Nguyên). Qui vivono i Bahnar (Ba Na) e i Jarai (Gia Rai), insieme a decine di altri gruppi etnici, e qui la cultura dei gong che accompagna ogni cerimonia è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.

In questo articolo ti raccontiamo cosa vedere a Pleiku e Kon Tum, come visitare i villaggi Bahnar e Jarai rispettando la popolazione locale e come inserire gli altipiani centrali nel tuo viaggio in Vietnam.

La casa rong del villaggio Bahnar di Kon Klor, vicino a Kon Tum, negli altipiani centrali del Vietnam

©️ @[Taynguyenjk](https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=97633767) – CC BY-SA 4.0

Gli altipiani centrali del Vietnam: dove si trovano Pleiku e Kon Tum

Gli altipiani centrali occupano l’entroterra a sud del Vietnam e si dividono tra le province di Kon Tum, Gia Lai, Dak Lak e Lam Dong. La regione confina a ovest con Cambogia e Laos ed è attraversata dalla strada nazionale 14, la spina dorsale che collega Buon Ma Thuot, Pleiku e Kon Tum. Il terreno rosso di origine vulcanica, fertile e compatto, sostiene le piantagioni di caffè che hanno fatto la fortuna di queste province; la quota, tra i 600 e gli 800 metri, garantisce notti fresche tutto l’anno. Qui la popolazione non è vietnamita di pianura ma un mosaico di decine di gruppi etnici: Bahnar e Jarai i più numerosi, insieme a Sedang (Xơ Đăng), Rengao (Rơ Ngao), M’Nong (M’Nông) e molti altri. È un Vietnam diverso da quello che hai visto altrove, e per questo merita alcuni giorni del tuo itinerario.

Mappa del Vietnam con l'indicazione di Pleiku e Kon Tum negli altipiani centrali

©️ @[Uwe Dedering](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Vietnam_relief_location_map.jpg) – CC BY-SA 3.0, modificata (segnaposto e didascalie aggiunti)

Pleiku: il lago Bien Ho e la città del caffè

Pleiku, capoluogo della provincia di Gia Lai, è la porta d’accesso agli altipiani centrali. La prima buona ragione per fermarti è il lago Bien Ho (Biển Hồ), chiamato anche lago T’Nung (T’Nưng): si trova nel cratere di un vulcano spento, a circa 7 chilometri a nord-ovest del centro, e occupa una superficie di circa 250 ettari con una profondità media vicina ai 18 metri. Al mattino presto, quando il vento non ha ancora sollevato increspature, la superficie riflette il cielo e la pineta circostante: cerca di arrivare per l’alba e troverai pescatori sulle barche e bancarelle che servono phở e caffè lungo la strada panoramica.

La seconda ragione è il caffè. Pleiku è una delle capitali della robusta vietnamita: le piantagioni si estendono intorno alla città e molte torrefazioni offrono degustazioni. Se vuoi capire perché il caffè è una parte così centrale della cultura del Paese, leggi la nostra guida sul caffè vietnamita: storia, tipologie e dove berlo.

A tavola, infine, prova il phở khô, la versione “asciutta” dei noodles tipica di Gia Lai: la pasta viene servita senza brodo, condita con carne, arachidi tostate ed erbe, e il brodo arriva a parte in una ciotola. Da accompagnare con il cơm lam, il riso cotto nel bamboo, e con il rượu cần, il vino di riso fermentato che si beve in cerchio con cannucce di bamboo. Se vuoi inquadrare questi piatti nella cucina del Paese, la nostra guida su cosa mangiare in Vietnam con i piatti tipici regionali fa proprio al caso tuo.

Informazioni pratiche: il lago Bien Ho dista circa 7 chilometri dal centro di Pleiku: raggiungilo di prima mattina con un taxi, quando la luce è migliore e il vento è ancora assente. Lungo la strada del lago le bancarelle non accettano carte: porta contanti in piccoli tagli.

Pleiku e la memoria della guerra

Pleiku ha una pagina di storia che ha cambiato il corso del Vietnam. Nella notte tra il 6 e il 7 febbraio 1965, i vietcong (guerriglieri comunisti del Nord) attaccarono il Camp Holloway, la base degli elicotteristi statunitensi, e il vicino complesso dei military advisors americani (soldati inviati non per combattere ma per addestrare le truppe dell’esercito del Vietnam del Sud) poco fuori città: morirono 8 soldati statunitensi e oltre 100 furono feriti. L’attacco portò Washington a lanciare pochi giorni dopo l’operazione Rolling Thunder, il bombardamento sistematico del Nord che trasformò un’operazione di addestramento militare in un vero e proprio conflitto armato. Nel novembre dello stesso anno, poco più a nord, la valle di Ia Drang (Ia Đrăng) vide la prima grande battaglia tra l’esercito americano e l’esercito nordvietnamita, combattuta intorno alle zone di atterraggio X-Ray e Albany.

Oggi quei luoghi sono campi e foreste, e la città che fu quasi rasa al suolo è stata interamente ricostruita: si capisce perché Pleiku non abbia un centro storico. Se il tema della guerra ti interessa, la nostra guida sui luoghi della memoria della guerra in Vietnam ti aiuta a contestualizzare ciò che vedi qui con i musei di Saigon e i tunnel di Cu Chi.

Kon Tum: la chiesa di legno e il fiume Dak Bla

A circa 50 chilometri a nord di Pleiku, Kon Tum è una cittadina tranquilla sul fiume Dak Bla (sông Đắk Bla), facilmente visitabile in bicicletta in mezza giornata. Il suo simbolo è la chiesa di legno (nhà thờ gỗ), costruita interamente in legno tra il 1913 e il 1918 dai missionari francesi: la pianta è quella di una basilica romana, ma l’architettura dialoga con quella Bahnar — il tetto spiovente ricorda le case su palafitte dei villaggi circostanti e il complesso si erge su pilastri come una casa comunitaria. È ancora una chiesa attiva e il centro di una delle più grandi comunità cattoliche delle montagne.

La chiesa di legno di Kon Tum: facciata e campanile tra architettura coloniale e tradizione Bahnar

©️ @[Bùi Thụy Đào Nguyên](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Nh%C3%A0_th%E1%BB%9D_g%E1%BB%97_Kon_Tum.jpg) – CC BY-SA 4.0

Nel medesimo complesso, la casa vescovile conserva una raccolta di artigianato e strumenti dei gruppi etnici della provincia. Poco distante vale una sosta l’ex carcere di Kon Tum, voluto dai colonialisti francesi, oggi museo della storia locale, e la collina di Ham Rong (Hàm Rồng), da cui si domina la città e la curva del fiume. Non confonderla con l’omonima collina di Sapa: questa è una salita breve, conduce a un punto panoramico sul Dak Bla e si percorre in meno di un’ora.

Informazioni pratiche: il centro di Kon Tum si gira a piedi o in bicicletta; la chiesa si trova nel quartiere degli uffici diocesani a pochi minuti dalle rive del Dak Bla. Per visitare i villaggi circostanti serve un mezzo proprio o una guida locale.

I villaggi Bahnar: le case rong e il villaggio di Kon Kotu

Ogni villaggio Bahnar ruota attorno alla casa rong (nhà rông): una lunga casa comunitaria in legno e bamboo, costruita su pali, con un tetto che si innalza fino a 20 metri e si vede da lontano sopra le chiome degli alberi. È il luogo delle riunioni, delle feste e delle cerimonie, e custodisce i gong, i tamburi e gli strumenti sacri. I gong non sono qui un’attrazione scenografica ma il cuore sonoro della vita collettiva: l’UNESCO ha iscritto lo spazio culturale dei gong degli altipiani centrali nel patrimonio immateriale dell’umanità, e assistere a un’esecuzione con tamburi e danze tradizionali è il modo più diretto per capirne il ruolo nella vita del villaggio.

Il villaggio più visitato è Kon Kotu (Kon Kơ Tu), a una decina di chilometri da Kon Tum, sul lato opposto del fiume Dak Bla: per raggiungerlo si attraversa il ponte sospeso di legno di Kon Klor, un passaggio scenografico sul fiume. Il villaggio offre homestay gestite dalle famiglie e attività di turismo comunitario: puoi osservare il telaio, assistere alla danza xoang e cenare attorno al rượu cần. Non mancano vicino a Kon Tum altri villaggi Bahnar meno battuti, come Kon Klor stesso, e alcuni si raggiungono solo con una giornata di trekking: se ti piace camminare, nella nostra guida sul trekking in Vietnam trovi spunti per organizzare le escursioni degli altipiani.

Informazioni pratiche: sei ospite in un villaggio abitato, non in un museo. Chiedi il permesso prima di fotografare persone e interni delle case, e aspetta il consenso prima di scattare. Se ti invitano a una degustazione o a un'attività, partecipa con un piccolo contributo.

I villaggi Jarai: le tombe scolpite nel legno

A sud, intorno a Pleiku, vivono i Jarai, il più numeroso gruppo etnico degli altipiani. Hanno una società matrilineare: i figli prendono il cognome e il lignaggio della madre, e dopo il matrimonio è lo sposo a trasferirsi nella casa della famiglia della moglie. L’elemento più caratteristico del loro paesaggio culturale, però, riguarda i morti: i cimiteri Jarai assomigliano a villaggi in miniatura, con tombe costruite come piccole capanne di legno affiancate da statue scolpite.

Le sculture raffigurano figure in ginocchio con le mani sul volto, in atteggiamento di lutto, coppie legate alla fertilità, animali da sacrificio e motivi geometrici.

Statua di legno scolpita a guardia di una tomba Jarai nel cimitero tradizionale degli altipiani centrali

©️ @[Rdavout](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jarai_tomb_%28guardian_spirit_sculpture%29.jpg) – CC BY-SA 3.0

All’interno della tomba la famiglia deposita gli oggetti di cui il defunto può servirsi nell’aldilà: vasi, attrezzi, vestiti e, nelle tombe più recenti, anche radio e televisori.

Dopo alcuni anni, la famiglia organizza la cerimonia di abbandono della tomba (lễ bỏ mả), con il sacrificio di un bufalo, suoni di gong e danze: solo allora la tomba viene lasciata alla vegetazione e l’anima del defunto raggiunge la sua dimora definitiva. Visitare un cimitero Jarai con una guida locale che spieghi il significato delle statue è un modo concreto per capire la visione del mondo di questo popolo, più di quanto possa fare qualsiasi museo.

Informazioni pratiche: i cimiteri Jarai sono luoghi sacri e alcuni si trovano su terreni privati. Vai sempre accompagnato da una guida o da un abitante del villaggio che chieda il permesso per te, e comportati come in un luogo di culto.

Interno di una tomba Jarai con vasi, oggetti personali e statue di legno scolpite

©️ @[Rdavout](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jarai_tomb_%28inside_shot%29.jpg) – CC BY-SA 3.0

La natura intorno a Kon Tum: Mang Den e il parco Chu Mom Ray

Gli altipiani centrali offrono anche paesaggi d’acqua e foreste. A nord di Kon Tum, l’altopiano di Mang Den si trova a circa 1.200 metri ed è coperto da pinete, tra laghi e vallate: per il clima fresco e l’aria pulita i vietnamiti lo chiamano “la seconda Da Lat”. I laghi di Dak Ke e Pa Sy, circondati da pini, sono le mete più amate, e nel villaggio di Kon Pring il turismo comunitario locale organizza passeggiate, bagni nelle sorgenti calde e visite alle coltivazioni.

Sempre nella provincia di Kon Tum, il parco nazionale di Chu Mom Ray copre quasi 48.700 ettari al confine tra Laos e Cambogia ed è una delle aree protette più grandi e selvagge del Paese, con foreste primarie e una delle faune più ricche del Vietnam. L’accesso è più impegnativo rispetto ai parchi più noti: per questo conviene organizzarsi con anticipo. Per avere un quadro completo delle aree naturali del Paese e capire come si colloca questa regione, dai uno sguardo alla nostra guida ai parchi nazionali del Vietnam.

Torrente con ponte sospeso pedonale nella pineta di Mang Den, altopiano di Kon Tum

©️ @[Weendang](https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=18685348) – CC BY-SA 3.0

Come arrivare a Pleiku e Kon Tum

L’aeroporto di Pleiku riceve voli interni da Hanoi e da Ho Chi Minh City ed è il modo più rapido per raggiungere la regione. In alternativa, gli autobus percorrono la strada nazionale 14 da Buon Ma Thuot e da Quy Nhon; Da Lat si collega agli altipiani via Mang Den. Queste sono le distanze principali:

  • Pleiku-Kon Tum: circa 50 chilometri, poco più di un’ora di strada;
  • Buon Ma Thuot-Pleiku: poco meno di 200 chilometri; se prosegui verso la capitale del caffè, la nostra guida su cosa vedere a Buon Ma Thuot ti aspetta;
  • Quy Nhon-Pleiku: poco più di 180 chilometri in direzione della costa;
  • Da Lat-Mang Den-Pleiku: l’itinerario di montagna più panoramico, con le soste nel nostro articolo su cosa vedere a Da Lat.

Tra le due città e per i villaggi intorno a Kon Tum i taxi e le app di ride-hailing funzionano senza problemi: se non le hai ancora installate, leggi la nostra guida sulle app essenziali in Vietnam, da Grab ai pagamenti.

Quando visitare gli altipiani centrali: gli alert stagionali

Il periodo migliore per visitare Pleiku e Kon Tum va da novembre ad aprile, nella stagione secca: cieli sereni, strade in buone condizioni e, tra la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo, più probabilità di assistere a celebrazioni con gong e danze tradizionali. Un altro buon periodo è fine marzo-aprile, prima dei primi grandi rovesci.

Alcuni alert stagionali da tenere a mente:

  • da maggio a ottobre: ci sono i monsoni, e gli altipiani centrali sono tra le zone più piovose del Paese; le piogge possono essere intense e prolungate e le strade secondarie si riempiono di fango;
  • dicembre-gennaio: le mattine sono molto fresche, talvolta sotto i 15 gradi; porta indumenti termici per le notti e una giacca per l’alba al lago Bien Ho;
  • le feste comandate: durante il Tết e le principali festività alcuni servizi turistici riducono l’attività, quindi verifica le condizioni locali prima di partire.

Gli altipiani centrali sono una meta per viaggiatori curiosi, lontana dai circuiti abituali: se vuoi inserire Pleiku, Kon Tum e i villaggi Bahnar e Jarai in un itinerario su misura, contattaci: ti aiuteremo a costruire il percorso giusto, con le soste nei villaggi gestite nel rispetto delle comunità locali.