Il Vietnam dei Khmer: templi e cultura Khmer Krom

Templi khmer e cultura Khmer Krom nel Delta del Mekong: pagode di Tra Vinh, Soc Trang e Bac Lieu, festival tradizionali e piatti tipici da assaggiare.

Pubblicato il · La Redazione di Vacanze in Vietnam

C’è un angolo del Vietnam in cui le pagode dorate salgono verso il cielo con tetti a punta come a Phnom Penh, dove i monaci vestono la tunica color zafferano del buddismo theravada e i cartelli stradali sono scritti in tre lingue. È il mondo dei Khmer Krom, i “Khmer del Sud”: una comunità di oltre 1 milione e 300.000 persone che vive nel Delta del Mekong da secoli, custode di templi, festival e cucina che ti faranno sentire, per un giorno, di essere passato di colpo in Cambogia. In questa guida ti portiamo alla scoperta dei templi khmer e della cultura Khmer Krom tra Tra Vinh (Trà Vinh), Soc Trang (Sóc Trăng) e Bac Lieu (Bạc Liêu), la zona più khmer del Paese. Se parti da zero, ti conviene prima leggere la nostra guida completa al Delta del Mekong: cosa vedere, itinerari e consigli di viaggio.

Sala di preghiera dorata della Chùa Dơi a Soc Trang, pagoda khmer nel Delta del Mekong

©️ @Tran Anh Khoa (zorrotran) – Wikimedia Commons

Chi sono i Khmer Krom

I Khmer Krom discendono dai popoli che abitarono il Delta del Mekong molto prima che la regione entrasse a far parte del Vietnam: qui fiorì il regno di Funan, poi quello di Chenla, le matrici da cui nacque l’impero khmer di Angkor. Con l’espansione verso sud dei vietnamiti, avvenuta in gran parte tra il XVII e il XIX secolo, la popolazione khmer rimase nelle zone paludose del delta, conservando la propria lingua, il calendario lunare e il buddismo theravada del “veicolo minore”, diverso dal mahayana praticato nel resto del Paese. Se vuoi inquadrare meglio questa storia, la voce sui Khmer Krom di Wikipedia in italiano e quella sul buddismo theravada ricostruiscono origini e tradizioni.

Oggi i Khmer sono riconosciuti come uno dei 54 gruppi etnici del Vietnam e contano circa 1 milione e 300.000 persone: la comunità più numerosa si concentra proprio nel delta, dove supera il 30% della popolazione locale a Soc Trang e rappresenta quasi un abitante su tre a Tra Vinh. Il risultato visibile per chi viaggia è una rete di oltre 140 pagode khmer solo intorno a Tra Vinh e circa 90 a Soc Trang: ognuna è un vero e proprio monastero, con sala di preghiera, alloggi per i monaci, scuola di pagoda e spesso anche una mensa per i fedeli.

Un dettaglio che ti aiuta a riconoscerle a colpo d’occhio: mentre le pagode vietnamite hanno tetti ricurvi a padiglione e statue di Buddha coricate o sedute, le pagode khmer salgono verso il cielo con tetti a torre sovrapposti, decorazioni a stucco policromo e il Buddha quasi sempre in piedi, con le mani a terra nella posa che ricorda la vittoria su Māra. L’ingresso ai cortili è libero; ricorda solo che sono luoghi di culto attivi: copri spalle e ginocchia, togli le scarpe prima di salire sulla piattaforma della sala di preghiera ed evita le riprese ravvicinate dei monaci.

Tra Vinh: la capitale delle pagode khmer

Tra Vinh, a ovest di Ben Tre tra i due rami del Mekong, è il cuore della cultura Khmer Krom: in campagna ogni paese ha la propria pagoda. La vita qui scorre al ritmo lento del delta, tra frutteti di cocco, canali d’acqua marrone e soste caffè all’ombra. I templi da non perdere nel giro dei dintorni:

  • Chùa Âng (Wat Angkorajaborey): la pagoda più celebre della zona, dentro la città;
  • lo stagno di Ba Om (Ao Bà Om): lo specchio d’acqua quadrangolare davanti alla pagoda;
  • il Museo della cultura etnica khmer: di fronte alla Chùa Âng;
  • Chùa Hang: la “pagoda della grotta”, circondata da alberi secolari e disseminata di statue, a pochi chilometri dal centro.

Ang Pagoda e lo stagno di Ba Om

La Chùa Âng, il cui nome khmer è Angkorajaborey, ha oltre mille anni secondo la tradizione locale ed è il simbolo di Tra Vinh: dichiarata monumento storico nazionale, si presenta con la sala di preghiera dorata, i tardi a torre e i capitelli intagliati che riecheggiano l’architettura di Angkor. Proprio di fronte si apre lo stagno di Ba Om, un bacino quadrangolare scavato secoli fa e oggi circondato da una fitta vegetazione di alberi altissimi: è uno dei luoghi più fotografati del delta e, a novembre, il palcoscenico naturale del festival Ok Om Bok.

Portale d'ingresso in stile khmer della Chùa Âng a Tra Vinh, nel cuore della cultura Khmer Krom

©️ Bùi Thụy Đào Nguyên

Il Museo della cultura khmer

Di fronte alla pagoda, il Museo della cultura etnica khmer raccoglie strumenti musicali, costumi, sculture in legno e oggetti quotidiani della comunità: è la tappa giusta per dare un contesto a ciò che vedi nei templi, dalle barche cerimoniali ai tamburi usati nei festival. Considera che le didascalie sono soprattutto in vietnamita e khmer: anche così, l’allestimento parla da solo e la visita dura in genere meno di mezz’ora.

Soc Trang: la Chùa Dơi e le altre pagode antiche

Proseguendo verso sud-ovest, Soc Trang si trova a circa 230 km da Ho Chi Minh City ed è la seconda capitale khmer del delta. La sua pagoda più famosa è la Chùa Dơi, la “pagoda dei pipistrelli” (Mahatup per i khmer), fondata nel 1569 e nascosta tra gli alberi a 2,5 km dal centro. Sulle fronde dei vecchi alberi di dầu e sao riposa una colonia di migliaia di grandi pipistrelli frugivori (che mangiano frutta e verdure): l’apertura alare arriva a 1,5 metri e, al tramonto, il cielo sopra la pagoda si riempie del loro volo lento verso i frutteti. Secondo la tradizione locale i pipistrelli sono sacri e nessuno li tocca: dicono che non tocchino nemmeno la frutta dei giardini circostanti, e che disturbare un animale della colonia porti sfortuna. Entrando nella sala di preghiera noterai i motivi dorati policromi e le colonne con teste di naga, il serpente guardiano dei templi khmer.

Torre d'ingresso con portale dorato della pagoda khmer Chùa Âng a Tra Vinh, nel Delta del Mekong

©️ @[Bùi Thụy Đào Nguyên](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ch%C3%B9a_%C3%82ng.jpg) – CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons

Nella stessa città vale una sosta la Chùa Kh’leang, costruita nel 1532 e una delle pagode khmer più antiche del delta: il complesso conserva una sala di preghiera in legno finemente intagliato e un cortile usato ancora oggi per le funzioni della comunità.

Chén Kiểu, la pagoda dei cocci di ceramica

A 12 km da Soc Trang, sulla strada provinciale verso Bac Lieu, la Chùa Chén Kiểu (Wat Srolòn) è la sorpresa architettonica della zona. Fondata nel 1815 con materiali umili, fu ricostruita nel 1969 decorando muri, colonne e frontoni con migliaia di cocci di piatti, tazze e vasi di ceramica incastrati come mosaico: il risultato è una facciata cangiante che riflette la luce del sole in decine di colori. È il segnale più visibile di quanto la tradizione khmer sappia trasformare la scarsità in arte.

Chùa Chén Kiểu a Soc Trang, pagoda khmer decorata con cocci di ceramica colorata

©️ @[Bùi Thụy Đào Nguyên](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ch%C3%B9a_Ch%C3%A9n_Ki%E1%BB%83u.jpg) – CC BY-SA 3.0, da Wikimedia Commons

Bac Lieu: la pagoda di Xiem Can

Chiudendo l’arco verso il mare, la Chùa Xiêm Cán di Bac Lieu, costruita nel 1887, è una delle pagode khmer più grandi e sontuose del delta: occupa circa 5 ettari, a 12 km dal centro, e custodisce oltre 100 statue tra Buddha, divinità e guardiani. Le linee del complesso riecheggiano lo stile di Angkor, con torri di stucco rosa e tetti sovrapposti che culminano nella grande sala di preghiera. Qui il buddismo theravada si mescola a credenze locali pre-buddhiste: non sorprenderti se vedi offerte di riso, fiori e frutta davanti a statue antiche, né se ti capita di ascoltare, nei giorni di festa, le musiche tradizionali khmer eseguite con i tamburi.

Vista aerea della pagoda khmer Xiêm Cán a Bac Lieu, tra le più grandi del Delta del Mekong

©️ @[Huỳnh Hoàng Nhật Duy](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Ch%C3%B9a_Xi%C3%AAm_C%C3%A1n_B%E1%BA%A1c_Li%C3%AAu.jpg) – CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons

I festival Khmer Krom: dal Capodanno alla festa della luna

Le feste khmer seguono il calendario lunare e riempiono il delta di colori: ecco i principali da tenere d’occhio:

  • Chol Chnam Thmay: il capodanno khmer, celebrato di solito a metà aprile in tre giorni di riti in pagoda, giochi d’acqua e visite ai parenti. In quel periodo i templi si riempiono di giovani in abiti tradizionali che fanno offerte ai monaci;
  • Ok Om Bok: la festa del ringraziamento alla luna, il 15° giorno del 10° mese lunare, di solito tra ottobre e novembre. Al termine del raccolto del riso le comunità rendono grazie alla divinità lunare con offerte di cốm dẹp, riso giovane essiccato e schiacciato, e con le corse di barche ghe ngo lunghe decine di metri, con prua scolpita a forma di naga ed equipaggi da 40-50 vogatori. Il festival di Soc Trang, elevato a livello nazionale, è il più spettacolare del delta;
  • Don Ta: la festa dei defunti, in cui le famiglie portano in pagoda cibi e offerte per gli antenati.

Se il tuo viaggio cade nel periodo giusto, assistere a una corsa di ghe ngo al tramonto sulle acque del delta è uno spettacolo che poche destinazioni turistiche del Vietnam possono offrirti.

Equipaggio di una barca ghe ngo in allenamento sulle acque del Delta del Mekong

©️ @Lyda Phal – Pixabay

A tavola: i sapori khmer del Delta

Anche la cucina khmer Krom ha un’identità precisa, agrodolce e profumata di citronella, curcuma e pasta di pesce fermentato. I piatti da cercare:

  • bún nước lèo: la zuppa di noodles tipica di Soc Trang, con brodo di pesce dolce, maiale, uovo di anatra e verdure;
  • bánh pía: la torta a pasta di fagioli diffusa a Soc Trang, spesso arricchita con polpa di durian;
  • cà ri khmer: il curry khmer, più leggero di quello vietnamita, servito con baguette per fare la scarpetta;
  • cốm dẹp: il riso giovane tostato e schiacciato, da mangiare al cucchiaio o con banana durante l’Ok Om Bok.

Il delta khmer si esplora bene in bici o in moto tra una pagoda e l’altra, fermandosi ai banchi di strada: per orientarti tra sapori e piatti della regione, l’articolo sulla cucina nel nostro blog dedicato alla Cambogia è un buon riferimento, dato che molte ricette si dividono con l’entroterra khmer.

Informazioni pratiche: le pagode khmer sono visitabili gratuitamente durante il giorno; l'accesso alla sala di preghiera è limitato durante le funzioni. Vestiti con spalle e ginocchia coperte, togli le scarpe prima di salire sulla piattaforma e chiedi permesso prima di fotografare i monaci. I nomi dei templi sono scritti spesso solo in vietnamita e khmer: salva le pagine in italiano o gli screenshot con la posizione prima di partire.

Quando visitare: gli alert stagionali

Il delta khmer si visita bene quasi tutto l’anno, ma ci sono tre alert da tenere in mente:

  • la stagione delle piogge, da maggio a ottobre: i templi restano visitabili, ma i sentieri tra i frutteti si riempiono di fango e gli acquazzoni improvvisi possono interrompere le pedalate; porta un k-way leggero;
  • il Chol Chnam Thmay, di solito a metà aprile: una parte dei locali chiude per i giorni di festa e i trasporti locali si riempiono, ma la visita in pagoda ripaga ogni attesa;
  • l’Ok Om Bok, tra ottobre e novembre: è il periodo più bello per la cultura khmer, ma gli alloggi di Soc Trang e Tra Vinh si riempiono nei giorni del festival: prenota con anticipo.

La combinazione ideale per un itinerario è affiancare i templi khmer al resto del delta: nella nostra guida su Chau Doc e la foresta di Tra Su trovi l’altra faccia più autentica della regione. Se vuoi approfondire la conoscenza dei Khmer Krom e poi proseguire oltre confine, il nostro itinerario combinato Vietnam e Cambogia collega il delta ad Angkor con la stessa continuità culturale che percepirai tra una pagoda e l’altra. E se vuoi costruire un viaggio su misura che integri le tappe khmer del delta, contattaci: ti aiuteremo a inserire Tra Vinh, Soc Trang e Bac Lieu nel tuo percorso tra Saigon e il resto del Paese.