C’è un rito che accomuna il manovale di Saigon e l’impiegata di Hanoi: il bicchiere di birra alla fine della giornata. La birra vietnamita è la bevanda sociale del Paese, dal banchetto di sgabelli di plastica nel quartiere vecchio ai tavoli d’acciaio dei tap-room (stanza della mescita) artigianali. In questa guida ti raccontiamo la storia della bia hoi, la birra alla spina meno cara che trovi in viaggio, dove berla, quanto costa, quali regole conoscere e come la scena craft beer abbia trasformato Saigon in una delle capitali asiatiche della birra artigianale.
La birra in Vietnam non si beve mai da sola: accompagna lo street food, le grigliate di marciapiede e le cene lunghe tra amici. Se vuoi completare il quadro della tavola vietnamita, leggi la nostra guida su cosa mangiare in Vietnam tra piatti tipici regionali: la bia hoi è la sua compagna naturale.

©️ @Veronica Tironi – Unsplash
La storia della birra vietnamita: dai birrifici coloniali a Habeco e Sabeco
Prima della birra, in Vietnam si beveva il vino di riso (rượu gạo): la bevanda fermentata della tradizione contadina. La birra arriva con i francesi: nel 1875 Victor Larue apre un piccolo birrificio a Saigon e nel 1890 Alfred Hommel ne costruisce uno a Hanoi, nella via Hoàng Hoa Thám, con circa 30 operai e una produzione di poche centinaia di litri al giorno per soldati ed espatriati francesi. Ai vietnamiti quella bevanda amara piace poco e costa troppo: resta per decenni un prodotto “europeo”. Puoi seguire le tappe di questa storia nella voce dedicata alla birra in Vietnam su Wikipedia, che raccoglie le fonti principali sull’evoluzione del settore.
Tutto cambia dopo il 1954, quando i birrifici passano allo Stato. A Hanoi la fabbrica di Hommel viene ristrutturata e diventa il nucleo della Habeco (Hanoi Beer Alcohol and Beverage Corporation), che negli anni Sessanta lancia la sua birra più famosa, la Trúc Bạch. A Saigon il vecchio stabilimento BGI (Brasserie et Glacières d’Indochine) diventa Saigon Beer Factory e poi Sabeco, la più grande produttrice del Paese. Con il Đổi Mới, la riforma economica del 1986, il mercato si apre: nel 1989 debutta la 333 Export, la lattina verde che i vietnamiti chiamano “ba ba ba”, e nel 1991 arriva Heineken. Oggi il Vietnam è il terzo mercato della birra in Asia dopo Cina e Giappone, con una produzione superiore ai 3,8 miliardi di litri l’anno, e la birra copre oltre il 90% dell’alcol consumato nel Paese.
Cos’è la bia hoi: la birra alla spina che nasce e muore in un giorno
Il nome dice tutto: bia hoi significa “birra al gas”, cioè birra alla spina non pastorizzata e senza conservanti, con un grado alcolico leggero tra il 2,8% e il 3,2%. Viene prodotta ogni notte e consegnata la mattina presto in fusti che attraversano la città in moto e su piccoli camion: ogni banchetto riceve la sua razione quotidiana e quella che non viene bevuta entro sera si butta. La bia hoi è nata nei primi anni Sessanta, quando il vetro per bottiglie e lattine scarseggiavano e la birra sfusa era l’unico modo per distribuirla a tutti.
Il risultato è una birra chiara, poco amara e molto dissetante, servita in bicchieri di vetro spesso da mezzo litro. Molti vietnamiti la bevono con ghiaccio, la “bia đá”: prova prima senza, perché il ghiaccio diluisce una birra già delicata. Il prezzo è la vera sorpresa: dai 5.000 ai 15.000 VND nei punti di quartiere, l’equivalente di pochi centesimi di euro, che ne fa una delle birre meno care al mondo.

©️ @audrey_sel – CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons
Ta Hien e i banchetti di strada: il rito della birra ad Hanoi
Il punto di riferimento della bia hoi è un incrocio di cento metri nel cuore del quartiere vecchio di Hanoi: le vie Ta Hien e Luong Ngoc Quyen, nel distretto di Hoan Kiem. Dalle 18:00 in poi il marciapiede sparisce sotto sedie di plastica e tavolini bassi, i fusti gocciolano e le braci dei barbecue profumano l’aria. Qui un bicchiere costa 15.000-30.000 VND, il doppio che un isolato più in là: paghi anche lo spettacolo, e lo spettacolo vale il prezzo. Se organizzi le tappe della giornata nella capitale, la nostra guida su cosa vedere a Hanoi ti aiuta a inserire il momento birra al momento giusto.
Al banco si mangia poco e si condivide tutto: arachidi bollite (lạc luộc), semi di girasole, calamari essiccati alla griglia e spiedini di ogni tipo. Il galateo vuole che riempi il bicchiere del vicino, non il tuo, e che il brindisi si faccia insieme: “một, hai, ba, dzo!” (uno, due, tre, giù!) oppure “trăm phần trăm” (100%), l’esortazione a finire il bicchiere. Tieni in mente che occupare il marciapiede con tavolini è formalmente vietato: quando passa una pattuglia, sedie e tavoli spariscono per qualche minuto e ricompaiono subito dopo. È parte del rito. La nostra guida sulla vita notturna in Vietnam ti mostra come questo rito si ripeta, con accenti diversi, in tutto il Paese.

©️ @Fujiphilm – Unsplash
Regole e galateo della birra: età, guida e prezzi in sintesi
Le regole ci sono anche in Vietnam e conviene conoscerle. La vendita di alcol è vietata ai minori di 18 anni, per legge dal 2020: ai banchetti non ti chiederanno un documento, ma il limite esiste e va rispettato. La pubblicità delle bevande alcoliche è strettamente limitata e quella dei superalcolici oltre il 15% è completamente vietata. Chi guida non beve: la legge prevede tolleranza zero per chi è alla guida di auto e moto, con sanzioni severe e controlli frequenti la sera. Se hai bevuto, lascia la moto e prendi un taxi o l’app di ride-hailing (Grab).
Una novità di questi anni riguarda il portafoglio: con la nuova legge sulla tassa speciale di consumo, in vigore dal 1 gennaio 2026, la tassa sulla birra sale dal 65% a scaglioni fino al 90% previsto per il 2031. Gli effetti al banco saranno graduali: qualche migliaio di VND in più nel corso dei prossimi anni, non una rivoluzione.
Box informazioni pratiche — birra in Vietnam in sintesi:
- Prezzi: bia hoi dai 5.000 ai 15.000 VND nei punti di quartiere, 15.000-30.000 VND nel tratto turistico di Ta Hien; birra in bottiglia al ristorante 20.000-40.000 VND; marche internazionali premium 50.000-80.000 VND nei locali di tendenza; craft beer 90.000-150.000 VND il bicchiere.
- Bambini: la vendita di alcol è vietata sotto i 18 anni; ai banchetti i bambini bevono spremute di canna da zucchero (nước mía), tè e bibite, con snack a pochi VND.
- Ghiaccio: "bia đá" significa birra con ghiaccio; se non lo vuoi indica "không đá" (senza ghiaccio).
- Pagamento: ai banchetti servono contanti in piccoli tagli; nei tap-room craft e nei pub la carta è accettata quasi ovunque.
- Guida: tolleranza zero per chi guida auto e moto: se bevi, lascia la moto e torna a piedi o in taxi.
Le grandi marche: Saigon Beer, Bia Hanoi, 333 e le internazionali
Accanto alla bia hoi di produzione quotidiana, il Vietnam ha una solida industria di birra in bottiglia e lattina. Le due protagoniste storiche sono Sabeco, di Saigon, con la Saigon Lager e la leggendaria 333 Export, e Habeco, di Hanoi, con la Bia Hanoi, la Trúc Bạch e la Halida. Nord e Sud restano fedeli alle proprie marche con una fede calcistica: chiedi una “bia Hanoi” a Saigon e qualcuno ti correggerà con il sorriso. Accanto a loro, Tiger, Heineken e le altre internazionali prodotte localmente occupano la fascia premium dei ristoranti e dei club. Al ristorante una bottiglia locale costa indicativamente 20.000-40.000 VND; nei locali di tendenza le internazionali salgono verso 50.000-80.000 VND.

©️ @[Siren-Com](https://commons.wikimedia.org/wiki/File:3_Vietnam_beers.jpg) – CC BY 2.5, da Wikimedia Commons
Le craft beer di Saigon: la rivoluzione partita nel 2015
Il volto nuovo della birra vietnamita ha sede a Saigon. Nel novembre 2014 i mastri birrai John Reid e Alex Violette fanno bollire il primo mosto della Pasteur Street Brewing Company, un’IPA al gelsomino (Jasmine IPA) che unisce tecniche americane e ingredienti locali; il 2 gennaio 2015 apre il primo tap-room in Pasteur Street, con cotte da 50 litri. È l’inizio di un movimento: oggi nel Paese operano più di 30 birrifici artigianali e Saigon vanta una delle scene craft beer più vivaci del Sud-est asiatico.
I nomi da conoscere: la Pasteur Street Brewing, che ha fatto scuola con la sua Jasmine IPA e la sua Cyclo Stout; la Heart of Darkness, aperta nel 2016, famosa per oltre 150 stili prodotti e una ventina di spine sempre accese; East West Brewing e BiaCraft, altri punti di riferimento con cucina e tap-room dal design accattivante. La cifra comune è l’uso di ingredienti vietnamiti: gelsomino, pompelmo, caffè robusta, frutto del drago, foglie di lime kaffir. Anche Hanoi ha la sua scena, con tap-room come l’Ha Noi HomeBrew nel quartiere Hoan Kiem. I prezzi sono un altro pianeta rispetto al banchetto: contaci dai 90.000 ai 150.000 VND il bicchiere. Se la tua tappa è nel Sud, la nostra guida su cosa vedere a Saigon ti aiuta a inserire una serata di tap-room nell’itinerario.

©️ @Evgeny Matveev – Unsplash
Quando visitare: la birra va bene tutto l’anno, ma il clima cambia la scena
La birra in Vietnam non ha stagione: si beve con 35 gradi e con 15, a pranzo e a mezzanotte. Il clima però cambia la scena intorno al bicchiere. Nel Nord, da ottobre a aprile, le serate sono fresche e il banchetto è il modo giusto per finire la giornata; d’estate il caldo umido spinge molti vietnamiti verso il ghiaccio nel bicchiere. Tra maggio e settembre i rovesci del monsone possono sorprenderti di pomeriggio: ti ripari sotto un tendone, aspetti dieci minuti e il rito riparte. Durante il Tết, il capodanno lunare che cade tra fine gennaio e metà febbraio, per alcuni giorni i banchetti chiudono o rallentano e le città si svuotano: se viaggi in quel periodo, verifica le aperture una alla volta. Nel Sud le serate sono buone tutto l’anno e il momento migliore resta il tramonto sulla terrazza di un tap-room. Per scegliere il periodo in base alle regioni che visiterai, leggi la nostra guida su quando andare in Vietnam.
La birra vietnamita nel tuo viaggio: il nostro consiglio
La regola d’oro vale anche qui: dove c’è la fila di vietnamiti, ti fermi e ordini. Ti consigliamo di provare entrambe le facce della birra vietnamita nello stesso viaggio: un banchetto di sgabelli nel quartiere vecchio di Hanoi, per capire il rito, e una serata tra i tap-room artigianali di Saigon, per vedere dove sta andando. In mezzo, le birre in bottiglia dei ristoranti di tutto il Paese completano il quadro. Queste esperienze si inseriscono alla perfezione in un itinerario di 2 settimane in Vietnam, dove Nord e Sud si susseguono proprio come le due anime della birra del Paese.
Se vuoi un viaggio costruito anche intorno al cibo e alle bevande locali — street food, mercati, banchetti di birra e tap-room al momento giusto — con Easy Travel Group possiamo disegnarlo su misura per te. Contattaci per un preventivo: raccontaci quanti giorni hai a disposizione e ti organizzeremo il Vietnam un bicchiere alla volta.
Phu Quoc o Nha Trang: quale mare scegliere
Ly Son: l'isola vulcanica regno dell'aglio
Dong Hoi e Quang Binh: la porta del regno delle grotte